Principe Azzurro? No, lo preferisco in mimetica


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Mi sono fermata un attimo a riflettere, qualche volta capita anche a me, mi sono resa conto che convivere e condividere la propria vita con qualcuno non è mica facile.

Se ci pensate bene riuscire a combaciare i nostri bisogni necessità desideri e quant’altro con una persona diversa da noi non è semplice, metti che in casa ci sono pure i miei due bimbi diventa quasi un’impresa epica.

Eppure per ora sta andando, eppure per ora ci stiamo riuscendo.

Non ho mai scritto grandi cose sulla mia dolce metà, se non che Tommaso mi ha detto “ mamma teniamocelo stretto perché dopo lui non ce n’è più!!” questo la dice lunga sulla fiducia che mio figlio ripone in me, però devo riconoscere che ha un gran merito, essere riuscito ad entrare nella nostra vita e abituarsi ai nostri ritmi, alle nostre follie, ad accordarsi con il mio ex marito su chi porta Tommaso a calcio, su chi accompagna me dal pediatra per il vaccino, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

A lui va la palma d’oro della pazienza perché solo lui sa cosa si è trovato ad affrontare dopo un mese che mi conosceva, con quella malattia che ti leva il fiato, che ti catapulta in un’altra realtà, le mie crisi, il mio panico, la mia rassegnazione, non si è mai e poi mai tirato indietro benché, se ci pensate bene, fossimo come due estranei… oggi giorno poi per come sono i rapporti.

Ed era lì, anche quella notte, quando l’ultimo respiro si è portato via l’uomo più importante della mia vita, colui che mi ha insegnato tanto, forse non tutto, non mi ha insegnato ad andare in bicicletta, quello lo ha fatto mio nonno, oppure a nuotare, quello lo ha fatto una cugina, ma i suoi insegnamenti vanno ben oltre questo, sono qualcosa che hai dentro, che ti fanno capire che tipo di persona vuoi essere.

In questa baraonda di avvenimenti, lui, il mio compagno, mi è stato accanto, anche in silenzio, tenendomi stretta mentre piangevo come una fontana, oppure tutt’oggi mentre siamo in macchina, mi basta una canzone, una strada, un qualcosa che mi riporta alla mente mio padre e in silenzio cominciano a scendere le lacrime e lui in silenzio mi prende la mano… e andiamo avanti.

So di essere un “pacchetto” piuttosto impegnativo, di essere una persona non semplice, sono un po’ goffa talvolta, sono sincera, sono emotiva, delle volte mi sento in colpa per delle sciocchezze ( quindi vi lascio immaginare come sto per le “non sciocchezze”) mi preoccupo delle persone che mi circondano, penso sempre di non essere abbastanza come mamma, come compagna, come donna, come professionista, sono così, per le mie amiche storiche sono trasparente ormai, ed anche lui in poco tempo ha imparato a leggermi, a smussare le mie sfuriate, a caxxiarmi quando vado fuori dal seminato.

A lui oggi va il mio più grande “grazie” per starmi accanto ogni giorno, a lui che mi ha fatto pensare per la prima volta che forse qualcuno lassù mi ha concesso una seconda possibilità, a lui che non è biondo, che non ha gli occhi azzurri, che non si veste di azzurro con la calzamaglia e va a giro con un cavallo (e meno male perché altrimenti lo avrebbero già rinchiuso) ma che ogni giorno mi fa sentire la principessa del suo reame….

To be continued

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