L’isola che non c’è …


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E’ risaputo che sia io che le mie amiche siamo molto solerte nello scaricare le foto, infatti ho scaricato ieri quelle dell’estate, ci sono buone probabilità che quelle di natale le scarichi prima di pasqua.

Guardando quelle foto mi sono venute in mente le risate fatte, è stata l’ennesima “nuova” estate per me, quest’anno ho optato per il posto “vecchio” dove andavo quando ero sposata, nella stessa casa etc., però con me è venuta la mia amica Ricciola con i suoi due bimbi.

I miei figli mi aspettavano già al mare con il loro babbo.

Mentre ero in aereo da sola pensavo che effetto mi avrebbe fatto rientrare in quella casa, rimettere piede su quell’isola, rivedere vecchi amici, riprendere delle vecchie abitudini con una nuova consapevolezza.

Come spesso accade il detto “pensa al peggio e spera al meglio” ha funzionato, con l’appoggio della Ricciola sono riuscita a fare un altro grosso step, benché andare in vacanza due mamme con 4 figli non sia proprio semplicissimo, l’isola però si sa, non ha mezze misure, o la odi e ti annoi dopo 12 minuti ( ed io temevo che la mia amica Ricciola mi dicesse “ ma dove cavolo mi hai portato” ) oppure la ami, e se la ami ti conquista, nella sua semplicità, nella sua naturalezza, nel suo essere “fuori dal comune”, quest’anno poi non c’era nemmeno il bar, la pizzeria, niente quindi ogni sera, ogni giorno, ci siamo inventati piacevoli cene con gli amici, che mi hanno accolto come se non fosse passato un giorno.

E come ogni volta alla partenza non ho trattenuto le lacrime, avevo già avvertito la Ricciola di non preoccuparsi, il pianto al saluto “isolano” è inevitabile per qualcuno di noi e nessuno si scandalizza, perchè sappiamo che ogni volta lasciamo un briciolino di noi su quell’isola, lasciamo vecchi amici con cui per settimane praticamente “conviviamo” stile grande famiglia, con la speranza di ritrovarsi l’anno dopo. L’isola la devi vivere senza tante “menate” (passatemi il termine giovanile) senza stare ad arrabbiarti, ad offenderti, è solo tempo che sprechi, senza fare la permalosa/o per un invito mancato o un invito “diverso”, l’isola la devi vivere con il piacere di “vivere”, di non avere “rompimenti”, lontana da tutto, poter fare quello che vuoi senza stress (l’unico stress e’ l’orario della barca per andare a Carloforte) girare scalzi, vestiti come vuoi, goditi il maestrale quando arriva massiccio e incazzato, patisci quando lo scirocco di porta l’acqua più calda e talvolta le medusine, sorridi guardando il volo dei gabbiani, i veri proprietari dell’isola.

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