SIAMO SOLO NOI


Qualche mese fa la mia amica, la Psicologa mi ha proposto una pazzia … il concerto di Vasco Rossi a Milano con i nostri bimbi ( ovvio uno solo perché se andavamo al concerto di Vasco con 4 figli eravamo ancora in stato confusionale), senza pensarci mi son detta che poteva essere una bella esperienza ( tranne per il portafoglio, quello sta ancora piangendo).

Giunti alla fatidica data, 04/07/14 io e Tommy partiamo da casa direzione casa della Psicologa, poi da li saremmo andati al ritrovo con gli altri al pullman.

Tommy e il bimbo della Psicologa erano emozionati, saltellavano… ovvio non avevano realizzato cosa volesse dire “ partire la mattina per Milano per il concerto di Vasco …LA SERA!!

Partiti da Torre del Lago ci siamo fermati a Viareggio per prendere altre persone, Tommy si gira e mi dice “ Siamo arrivati mamma?” da quel momento ho capito che sarebbe stata una giornata lunga ma parecchio lunga.

La Psicologa ad un certo punto mi guarda e con aria sospetta mi dice “ mi stavo chiedendo… ma chi controlla che l’autista (donna) non dorma stanotte al rientro eh?” mi si è gelato il sangue, mi son detta vuoi vedere siccome son l’unica “straniera” non di Viareggio mi tocca a me fare da spalla all’autista??!!! Panico Paura, meno male che non era stato tirato a sorte e me la son cavata.

La pioggia batteva sempre più forte, Tommy stava fondendo il nintendo 3ds il figlio della psicologa guardava Tommy che giocava, la Psicologa stava fondendo il cellulare giocando a ruzzle ed io guardavo la Psicologa con la mano alzata per sapere quando potevo parlare, un quartetto fantastico!

Dopo la sosta per pranzo e bagno si sperava che crollassero un pochino nel sonno, il bimbo della psicologa non ci ha delusi, Tommy neanche per sogno, continuava a giocare a Fifa 14.

Il Dramma è giunto quando il nintendo si è scaricato, da lì il “ Quanto manca?! “ Siamo arrivati?” sono diventati mediamente 12 al minuto!

Giunti a San Siro volevo fare stile Papa e baciare per terra, ma come sono scesa mi sono ritrovata circondata da ometti con sciarpe, bandane, cappellini, bagarini che compravano biglietti e bagarini che volevano vendere biglietti.

Per chi non ha mai visto un concerto a San Siro posso dire che è come … come se siete abituati a partire dall’aeroporto di Firenze ( che pare quello della Lego ) e vi ritrovate al Kennedy a New York…. La dimensione, la confusione, la gente, moooolto diverso rispetto a vedere concerti ad un palazzetto o simili.

La pioggia non c’ha graziato, continuava a scendere impetuosa, quindi ci siamo dovuti trasformare nei barbapapà, con mega poncho cappelli – e pantaloni rigorosamente corti, non è che pensi che il 04/07 possa esserci la temperatura di Ottobre maremma meteo!!!

Tommy era quello nero, Psicologa rosso, figlio psicologa Giallo, ed io ero celestina… una GRANDE GRANDE PUFFO insomma!

Per trovare un po’ di riparo in attesa dell’apertura dei cancelli ci siamo rifugiate sotto gli ombrelloni dei uno dei tanti camioncini che vendono da mangiare, dove una patatina fritta ti costa come una capsula per i denti… d’oro più o meno.

Ed ecco che poi arriva il tremendo momento, il dover andare in bagno prima del concerto, un’impresa parecchio ardua, ma io e la Psicologa ci dicevamo “ meno male che abbiamo i figli maschi, hanno meno problemi…” peccato che mio figlio come ha visto l’interno del bagno chimico ha scosso la testa “ no no io non la faccio “ io allora ho proposto un albero lui mi ha guardato scandalizzato “ no sieeeeee… no no mamma” ok quindi … gli chiedo se ha paura ad entrare dentro il bagno da solo e a quel punto lui dice “ si mamma entro con te eh?”

No …voi non potete capire, con il poncho bagnato sulla testa, lo zaino sulle spalle, muoversi in 60 cm con mio figlio li fermo, volevo un premio al coraggio quando sono uscita ve lo giuro!

Apertura cancelli via si entra, la Psicologa aveva i biglietti di tutti quindi mentre lei controllava quelli io controllavo i due bimbi che nel frattempo sotto l’acqua e il vento pensavano bene di fare un gioco molto adatto… la lotta! Dopo 4 tentativi i nostri eroi hanno trovato l’ingresso giusto e sono riuscite a piazzarsi nel posto GIUSTO, il meno era fatto, c’era da far passare 4 ore ai bimbi prima dell’inizio del concerto! Quando finalmente le luci si sono spente, la batteria ha cominciato a suonare Tommy ha spalancato gli occhi e la bocca, investito da un tripudio di luci, musica, urla e mani alzate!

Tommy guarda Vasco nel maxi schermo e mi dice “mamma ha gli occhi azzurri come te!!” ed io “ eh già…” due secondi dopo “ mamma… è vecchiotto però.. “ ed io lo fulmino con lo sguardo altri due secondi “ mamma… è un po’ grasso eh?”..ed io ho pensato se dice “come te” lo porto al concerto di Violetta la prossima volta!!!!

La Psicologa ignorando il mio appello “guarda che io ho il cellulare scarico… mantieni almeno il tuo… “ lei sicura “ certoooo ho tanta batteria “ infatti mezzo concerto l’ha passato con il cellulare rivolto verso il palco per far sentire le canzoni a sua sorella, fantastica, poi mi guarda e mi dice “ ops.. non ho le chiavi di casa!” ed io “ ed esattamente dove dovremmo dormire sotto il limone stanotte??? Chiama subito tuo marito!” e lei “ si si … ah.. ho il cellulare scarico”.

Poi finalmente quella buon anima del marito risponde al messaggio della Psicologa ( nota bene lei in quanto donna aveva scritto circa 200 parole lui ha risposto così “ Ciao. Tutto fatto.”)

Il tutto fatto mi lasciava un po’ perplessa, però mi son detta sarà un gergo in codice per dirgli dove sono le chiavi – illusa io…-

Sulle note di Vasco più lente nel mio orecchio c’era la voce di Tommy che diceva “ ma si va via? E’ l’ultima canzone?” poi il ritmo aumenta di nuovo io e la psicologa pazze scatenate cantando con le braccia al cielo, Tommy che mimava il batterista e il figlio della Psicologa… cavolo dove è il figlio della Psicologa??? Mi giro e la vedo seduto con gamba accavallata che sta leggendo PAPERINO, manca poco mi viene un colpo, guardo la psicologa che rassegnata mi dice “ ha preso tutto dal padre” si gira di nuovo e continua a cantare.

Dopo qualche canzone mi volto di nuovo e il figlio della Psicologa è steso addormentato, un mito, Tommy tiene duro ma la stanchezza si fa sentire e alterna fasi di ciondolamento a fasi di seduta statica.

Arriva la fine del concerto, la pioggia ha smesso di scendere, partono i fuochi d’artificio, mentre cantiamo Albachiara vedo la Psicologa con l’accendino – stile concerto anni ’80 – comincio a ridere tutti intorno non usano l’accendino ma il cellulare con la funzione “torcia”, i tempi cambiano c’è poco da fare.

La gente comincia a lasciare San Siro, la Psicologa comincia a svegliare il figlio che è nella 4° fase rem, Tommy pur di uscire si offre volontario di portargli lo zaino, ciondolando ci si avvia verso il pullman, ed il mio senso dell’orientamento non fallisce ( mentre la Psicologa dietro mi diceva stile grillo parlante “ … sei sicura… no guarda secondo me era l’altra fila… no guarda c’è dei pullman anche nell’altra fila” ed io “ fidati… l’unica cosa che ho è l’orientamento ..se perdo anche questo mi butto nell’Arno eh!!!”)

Il viaggio di ritorno scivola via, mentre il mio cucciolo mi dorme accanto, ogni tanto russando, ma senza lasciarmi il braccio, lo guardo felice, felice di aver fatto questa esperienza con lui, il mio piccolo grande uomo.

Arrivati a casa della psicologa verso le 04.30 del mattino entriamo nel giardino in versione furtiva per non fare rumore e non svegliare nessuno e nel buio vedo lei che si mette a carponi con la testa dentro una pianta, mah, il primo pensiero è stato “ certo che sono proprio estrosi gli psicologi “ il secondo è stato “ ma che cavolo si mette a fare giardinaggio alle 5 di mattina!!”.

Lei mi guarda e dice “ Belin non vedo niente… non trovo la chiave, non hai una torcia?” ed io “ Certo! Io quando vado a vedere Vasco a San Siro porto sempre torcia e fornellino da campo.. ma secondo te???!!” e lei “ ma il telefono!?” ed io “ ma se il mio cellulare è morto 8 ore fa!”

Prendo l’accendino e mi metto come lei a carponi, rischiando di dar fuoco a mezzo quartiere, finalmente trova la chiave ed io vorrei gridare al cielo “SIAMO SOLO NOI” … che riusciamo a fare queste follie!!

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2 commenti

Archiviato in donne, mamme e bimbi, vita quotidiana

2 risposte a “SIAMO SOLO NOI

  1. Silvana Lattanzio

    Sei troppo forte, Eva! Mi fai sempre sbellicare dalle risate. Ti adoro!

  2. Ciao! Sei davvero simpaticissima!
    Ho scritto una Top 10 dei film da vedere assolutamente! Ti va di passare da me e dirmi cosa ne pensi? Ciao (:

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