10/11/09


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Tre donne diverse, tre età diverse, tre storie differenti, città abbastanza lontane, ma stessa regione, eppure abbiamo qualcosa che ci lega davvero tanto.

Avevamo scadenze diverse una a fine ottobre, una prima settimana di novembre ed io seconda settimana, due al secondo parto, una al primo eppure siamo riuscite a partorire tutte e tre lo stesso giorno.

La Psicologa non ne poteva più, aveva passato il termine già da giorni stava diventando la gestazione di un elefante, e suo marito stava cominciando a pensare che se sua moglie non avesse partorito gli sarebbero cascati tutti i capelli, già non ne ha molti… quindi immaginatevi la tensione di quel pover uomo!

La pubblicitaria con fisico smagliante veleggiava serena, cominciava ad accusare qualche doloretto, ma lei e suo marito erano tranquilli, tutta movida!

Io, io continuavo a vomitare e all’idea dei dolori stavo già ideando nuove parolacce.

Ci si aggiornava regolarmente,  tutto procedeva, io ero quella con la scadenza più avanti, quindi mi dicevo ancora ho tempo… prima ci son loro. Col cavolo!!!

Lunedì 9 Novembre 2009 mentre la Psicologa stazionava all’ospedale da un giorno indefinito ( tanto che le infermiere ormai pensavano che nascesse a Natale invece che a Novembre.. un nuovo Messia insomma ) la Pubblicitaria atletica si cominciava a contorcere dai dolori e pensava che i racconti del primo figlio miei e della psicologa erano abbastanza veritieri, io nel frattempo cominciavo a riconoscere quei dolori, ma me ne guardavo bene di comunicarlo alle altre due.

Passavano le ore, la Psicologa voci di corridoio dicono che aveva la voce stile bimba del film “esorcista”, suo marito nel frattempo era già andato a comprare un parrucchino perché i capelli gliela aveva strappati tutti, pover uomo, la pubblicitaria dopo un inizio che pareva promettere molto bene aveva una battuta di arresto e si arenava , stile balena spiaggiata.

Ed ecco che l’ultima, cioè io, passava in testa, tutto procedeva bene se non che giunta alle 02 di notte all’ospedale che avevo scelto (dove avevo già partorito il primo figlio) mi veniva detto “ mi spiace ma non abbiamo posto.. la dobbiamo mandare via” ah preciso, l’ospedale in questione è a circa 70 chilometri da casa mia.

Presa dal panico mi sembrava una scena da film, ringrazio il cielo che il mio marito (all’epoca marito) rimase calmo, non si scompose e decise che saremmo andati a Firenze, credo che il tragitto me lo ricorderò per sempre ero un misto fa il bue e l’asinello nella grotta ( per il respiro che avevo ) e un grizly incatenato ( visto che dovevo stare ferma in macchina).

Le ore successive per me sono un cortometraggio… veloce confuso ironico, spesso allieto le serate raccontando di me che vagavo per Careggi con la vestaglia rosa con le zampe di gatto disegnate e le ciabatte con il leone (si ok… in effetti ammetto che ero piuttosto folcloristica ma l’idea era di partorire altrove ricordatevelo!!!) finalmente alle 07.12 nasceva il mio piccolo Jojo, dopo ampio dibattito con mio marito per il nome (io lo volevo chiamare Lapo lui Jacopo) a cui partecipavano tutti i dottori stile grande famiglia, lui prontamente mandava il classico sms con “ è nato Jacopo peso enorme etc.”

La psicologa che ormai era entrata nell’idea che sarebbe rimasta incinta per sempre, suo marito cercava intanto di proteggere le infermiere e i dottori, perché l’ira della psicologa era diventata effettivamente notevole, immaginate quando le giunse il messaggio, lei pensava “ di sicuro sarà la Pubblicitaria… lo sapevo sai che alla fine lo faceva prima di me”.. poi legge il messaggio e riflette sul nome “ ma come Jacopo, se lo volevano chiamare Michele” poi un lampo le attraversa la mente, riguarda da chi proviene il messaggio e vede il nome di mio marito. Ecco a quel punto provate ad immaginare il Sant’Uomo marito della Psicologa cosa si è trovato ad affrontare, l’ira funesta a suon di “ Come lei??? Nooooo ma come ha partorito lei prima di noi… ed io???  IO??? Basta non lo faccio più voglio andare a casa!!!”

In camera con altre mamme guardavo il mio tesoro e dopo un paio di ore arrivava il messaggio della Pubblicitaria, anche lei era diventata finalmente mamma!!!

E finalmente prima della sera anche la Psicologa divenne mamma, incredibilmente, il marito dopo lo sforzo fisico lo volevano ricoverare in ortopedia, praticamente aveva gli arti compromessi, Sant’Uomo.

Ed ecco perché qualcosa ci lega, ed ecco perché il 10 Novembre  per noi sarà sempre un giorno speciale, ed ecco perché il 10 Novembre ognuna di noi, dovunque sia avrà sempre un pensiero per le altre due, perché quelle ore interminabili non ce le potremo scordare mai, i messaggi, la prima telefonata con “ ANCHE TU OGGI!!!” rimarrà per sempre stampata nella mente e nel cuore.

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1 Commento

Archiviato in donne

Una risposta a “10/11/09

  1. Io ricordo che tornata in camera mia dopo il parto ho acceso il telefono…ho visto un messaggio e ho pensato “evvai la Psicologa ha partorito!!” e invece leggo “Nato Jacopo”. Guardo mio marito negli occhi e gli dico “Ma chi cazzo è Jacopo????” AHAHAHAH! ci ho messo un bel pezzo a capire che eri tu!!!!

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